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Per fare Europa…ci vuole un seme. Erasmus plus all’Istituto tecnico agrario di Piedimonte Matese

 

Studio delle sementi e loro conservazione, tutela e diffusione di antichi grani, memoria e recupero, biodiversità e salute: tutto questo è il progetto di “partenariato strategico”  Seed network in VET (curato dalla dott.ssa M. Giovanna Romaniello, europrogettista) di cui è partner l’Istituto Agrario di Piedimonte Matese insieme ad altre 4 scuole: l’Europea Polka Appkicant Organisation (Polonia); Mittetulundusuhing EURIKA (Estonia); MITRA FRANCE (Francia); EPLEFPA BORDEAUX GIRONDE (Francia); MASZE EUROPEA (Ungheria). (Titolazione del Progetto: Seed network in VET KA202 – Strategic Partnership for vocational education and training. 2019-1-PL01-KA202-065239).

Si tratta di un progetto Erasmus+ per la mobilità degli insegnanti incentrato sullo scambio di buone pratiche inerenti la conservazione dei semi che ha portato un gruppo di 12 insegnanti provenienti dai paesi sopra citati a Piedimonte Matese, per un lungo incontro di quattro giorni. Base operativa l’Istituto Tecnico Agrario guidato dal dirigente Nicolino Lombardi e l’azienda agricola della scuola, poi incontri ed esperienze sul territorio per visitare i luoghi dei semi, i campi di semina, i panifici e i birrifici all’interno dei quali questi semi vengono utilizzati e assaggiarne i prodotti. La custodia di un seme non è mera pratica conservativa di una memoria, ma vita che continua, cibo che ancora è dato alla gente, prodotti che ancora conservano caratteristiche originarie preservando la naturalezza dei prodotti e la salute dei consumatori.
E di questo “laboratorio” ne sono protagonisti in Europa numerosi istituti agrari come il nostro matesino. Con l’unica differenza che la conservazione e la trasmissione di questi pregiati semi, sia talvolta un esperimento, altre volte un processo certificato e sostenuto dai governi.
Un piccolo meeting per confrontarsi su prassi comuni o sui diversi metodi di conservazione e scambio dei semi tra le scuole Agrarie e i territori: è iniziato così l’incontro tra docenti europei martedì 18 febbraio presso il Convitto dell’Istituto Agrario da cui è emersa la diversità del metodo con cui ciascuno degli Istituto coinvolti preserva il futuro…
Non solo tecnica ma soprattutto storia. Sì, perché la vita dei semi del Matese, ai colleghi di Francia, Polonia, Ungheria ed Estonia è stata raccontata “carte alla mano”, a partire da un antico libro contabile in cui è descritto il prestito dei semi e la restituzione con gli interessi perché sopravvivessero.

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